giovedì 28 giugno 2012

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Sono a casa. Circondata dai profumi della mia infanzia. Avevo dimenticato questi odori carichi di promesse. E’ strano come il ricordo possa essere nitido e sfocato al tempo stesso. Tutto è rimasto uguale eppure tutto è cambiato. Il paesaggio muta lentamente ma lo sguardo chiede qualcosa d’impossibile: la restituzione di un tempo perduto, scivolato in mezzo alla vita.

Casa. Immutabile luogo dell’anima che non ci allontana mai da noi stessi.
Casa. Qualcosa che attende il nostro ritorno.

Al tempo in cui vivevo in questo luogo c’erano meno recinzioni. Ora i terreni sono delimitati da fili spinati anche se non c’è nessuno che voglia scavalcarli per finire dentro un prato pieno di fiori.
E’ in questo luogo che vorrei tornare, in quella casa nascosta in cima all’ultima strada.
Le case disabitate continuano ad appartenerci, nessuno le ha cambiate e l’occhio le ritrova intatte.
Un occhio illuso e commosso.